APSOV
Prezzi dell'azoto: conviene ridurre la concimazione del grano?
Nonostante l’aumento dei prezzi dei fertilizzanti azotati, ridurre la concimazione del grano non è una strategia conveniente.
Le prove ARVALIS (Francia, 2023–2025) mostrano che l’apporto tardivo di azoto resta decisivo per resa e qualità.
I risparmi ottenuti riducendo le dosi sono limitati e spesso inferiori alle perdite economiche legate a minore produzione e, soprattutto, a un calo del contenuto proteico.
L’azoto allo stadio di foglia bandiera-spigatura ha un ruolo chiave sulle performance del grano.
- Benefici produttivi e qualitativi misurabili
Un apporto di +40 kg N/ha garantisce in media:- +0,4 t/ha di resa
- +1,1% di proteine nella granella
- Convenienza economica confermata
Anche con grano a 200 €/t e l’urea 800 €/ton, l’investimento resta redditizio - Ottimo tecnico ≈ ottimo economico
Il margine tra massimo risultato agronomico e massimo profitto è molto ridotto:
→ le “ultime unità” di azoto continuano a creare valore. - Rischio principale della riduzione di azoto: calo della proteina
- penalizzazioni di prezzo
- minore accesso alle filiere premium
- perdita di redditività superiore ai risparmi sui fertilizzanti
- Strategia corretta: migliorare l’efficienza, non ridurre le dosi
- adattare la concimazione allo stato della coltura
- ottimizzare tempi e modalità di distribuzione
- usare strumenti di supporto alle decisioni
In un mercato dove la qualità (proteine) determina il valore, ridurre l’azoto è una falsa economia: spesso comporta più rischi che benefici per tutta la filiera, soprattutto per i frumenti di forza e frumenti duri.