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Semine tardive e alternatività varietale

Semine tardive e alternatività varietale

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Cereali a paglia: come gestire le semine tardive

Con il termine “alternatività” si fa riferimento alla capacità della pianta di rispondere alle variazioni di temperatura e numero di ore di luce, passando dalla attività vegetativa a quella riproduttiva, ovvero di terminare la produzione di culmi e foglie a favore dell’emissione della spiga. Non tutte le varietà di frumento, orzo e triticale hanno questa capacità, che si manifesta solo negli individui che possiedono il gene Vnr1; le cultivar che non hanno questo gene necessitano, per passare alla fase riproduttiva, di stare per un periodo variabile da 2-3 fino a 10 settimane a temperature di 3-10°C, processo definito “vernalizzazione”.

Benché per massimizzare le rese sia consigliabile la semina autunnale, in caso di problemi che impediscano una semina tempestiva, è possibile posticipare la semina fino al mese di marzo, purché si scelgano le varietà giuste che non necessitano di lunghi periodi di freddo. Queste date sono indicative e riferite alle condizioni climatiche medie del centro-nord Italia.

In base a queste caratteristiche è possibile classificare le varietà in tre gruppi:

1. varietà invernali: richiedono da 4 a 10 settimane di freddo e non devono essere seminate dopo la prima decade di gennaio.

2. varietà semi-alternative: richiedono un periodo di vernalizzazione di 2-3 settimane e possono essere seminate indicativamente entro la metà di febbraio.

3. varietà alternative: non richiedono periodi di freddo per passare alla fase riproduttiva e possono quindi essere seminati anche in primavera (marzo).

Nelle seguenti tabelle vengono riportate le varietà presenti nel catalogo Apsovsementi, classificate in funzione della possibile epoca di semina.
In conclusione, il superamento della data ottimale per la semina dei cereali autunno-vernini non deve scoraggiare i produttori che possono protrarre la semina fino a fine inverno, senza rinunciare a buone rese ed elevati standard qualitativi, purché si indirizzino verso le giuste cultivar. Naturalmente, per ottenere un investimento ottimale in termini di spighe al metro quadrato, è necessario un incremento della dose di seme.

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