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Qualità e difesa dei cereali vernini

Qualità e difesa dei cereali vernini

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Miglioriamo la qualità e proteggiamo i nostri cereali con le ultime operazioni colturali: concimazione azotata e difesa dai patogeni fungini.

Dopo un’analisi dell’andamento climatico stagionale e dello stato delle colture, vediamo come procedere con gli ultimi trattamenti sanitari e la concimazione azotata finalizzata al miglioramento della qualità del frumento.

 

ANDAMENTO METEO CAMPAGNA 2016-17

La prima fase di questa campagna, sotto il profilo climatico si è caratterizzata per i seguenti aspetti:

  • Temperature minime e massime tendenzialmente più calde rispetto alla media di lungo periodo, ma in linea con quelle degli ultimi anni, con la sola eccezione del mese di gennaio che è stato caratterizzato da temperature rigide nella notte, sempre sotto zero, e più calde durante il giorno
  • Escursioni termiche: nei primi tre mesi dell’anno, la frequente assenza di copertura nuvolosa notturna e il clima asciutto hanno determinato spesso forti sbalzi di temperatura giorno e la notte, a differenza della scorsa stagione caratterizzata invece da temperature piuttosto costanti
  • Precipitazioni:
    ad eccezione di alcuni areali, da dicembre in poi le piogge sono state scarsissime e cominciano a delinearsi preoccupanti situazioni di stress per le colture. Infatti le precipitazioni del periodo hanno raramente superato i 100 mm, valore notevolmente inferiore ai valori medi che superano normalmente i 200 mm.

Nei grafici che seguono sono riportati i valori riscontrati a Voghera che sono rappresentativi dell’andamento medio stagionale anche per altri areali

SITUAZIONE DELLE COLTURE IN CAMPO

SITUAZIONE SANITARIA:

L’andamento siccitoso non ha sicuramente favorito lo sviluppo di malattie fungine.

Al momento si hanno solo sporadiche segnalazioni di Oidio (foto a sinistra) nelle colture piuttosto fitte e negli ambienti con limitata circolazione d’aria.

 

Tacche fisiologiche: quest’anno non di rado si sono osservate sulle foglie dell’orzo (vedi foto sotto) tacche scure, talvolta con alone giallo, che hanno fatto pensare ad una patologia fungina. In particolare si è paventata un’infezione di Ramularia che ha una sintomatologia facilmente confondibile. Nella grande maggioranza dei casi, si è trattato invece di macchie di natura fisiologica, dovute a una reazione delle piante ai forti sbalzi di temperatura che si sono verificati soprattutto all’inizio del mese di marzo, quando si è avuta anche una insolazione particolarmente intensa per il periodo.

ATTENTI ALLA RUGGINE GIALLA!!

Sono stati sufficienti pochi millimetri di pioggia per dare il via alle prime infezioni di Ruggine gialla. In particolare su grano duro si riscontrano forti attacchi anche su varietà normalmente dotate di buona tolleranza, imputabili a nuovi ceppi molto virulenti e capaci di infettare varietà altrimenti poco o nulla suscettibili.

Consigliamo di verificare i vostri grani duri e, alla comparsa delle prime pustole, intervenire tempestivamente con fungicidi specifici.

 clicca sull’immagine sottostante per scaricare le schede delle principali malattie

 

Trattamento fungicida: QUANDO INTERVENIRE

1° INTERVENTO: PROTEZIONE DELL’APPARATO FOGLIARE

Un intervento fungicida con la finalità di proteggere l’apparato fogliare è sempre consigliabile ai fini produttivi. Anche con bassa presenza, o addirittura assenza di malattia, come in molti casi quest’anno, l’incremento produttivo dovuto all’effetto «fisiologico» dei fungicidi della famiglia delle strobilurine o degli «SDHI» ripaga normalmente i costi del trattamento.

In annate di normale pressione dei patogeni e con cultivar non particolarmente suscettibili, il trattamento fogliare ha massima efficacia quando viene effettuato in fase di fine levata- foglia bandiera.

Pratica corrente è l’abbinamento di questo con la distribuzione dell’erbicida, operazione non sempre consigliata in ambienti con forte pressione delle malattie perché, per avere un controllo ottimale delle infestanti, l’intervento fungicida viene anticipato troppo e non garantisce una sufficiente «tenuta» fino al trattamento successivo.

2° INTERVENTO: PROTEZIONE DELLA SPIGA

Il trattamento è massimamente efficace nei confronti della Fusariosi della spiga quando è fatto a inizio fioritura (BBCH 61-62) e si mantiene su buoni livelli fino alla piena fioritura (BBCH 65-66). Un discreto risultato si ottiene già trattando a fine spigatura (BBCH 59), a condizione che tutte le spighe siano completamente sguainate, mentre è poco efficace in assenza della spiga e 7-10 gg dopo la fioritura

 

 

Le ultime concimazioni azotate: OBIETTIVO QUALITA’

CONCIMAZIONI PER LA PRODUZIONE:

Le concimazioni che vengono effettuate entro la levata, sono finalizzate al raggiungimento del pieno potenziale produttivo e devono apportare alla coltura circa 25-27 kg di azoto per tonnellata di granella raccolta di frumento e circa 18-20 per orzo e avena. Questo viene frazionato normalmente in 2-3 interventi

CONCIMAZIONI PER LA QUALITA’:

Per i frumenti duri, i teneri di forza e panificabili in genere è inispensabile un’ultima concimazione azotata de effettuarsi tra lo stadio di botticella e la spigatura, indispensabile per ottenere un tenore di proteina nella granella adeguato alla valorizzazione qualitativa e commerciale della partita.

L’apporto di azoto da effettuarsi in questa fase deve essere dell’ordine delle 30-50 unità di azoto ad ettaro secondo gli obiettivi di produzione

 

Concimazione azotata: DOMANDE FREQUENTI

Cerchiamo di portare una risposta alle domande che frequentemente ci poniamo al momento di effettuare le concimazioni azotate.

Il nitrato e l’urea si equivalgono?

  1. SI: per quanto riguarda l’utilizzazione da parte della pianta: il cereale assorbe l’azoto per la quasi totalità in forma nitrica. Non è comunque necessario anticipare l’urea rispetto al nitrato. Infatti con buone condizioni di umidità del terreno, anche a basse temperature, l’urea viene trasformata in nitrato al massimo in 4 giorni.
  2. NO: è diverso il titolo che rappresenta l’aspetto più importante nella valutazione delle unità di azoto che si distribuiscono: nel caso dell’Urea 46 e per i nitrati variabile ma al massimo pari a 34.
  3. NO: sono diverse le perdite e il conseguente rendimento: nonostante il nitrato sia solubile e possa essere parzialmente dilavato dalle piogge, la forma ureica è maggiormente a «rischio spreco». Infatti una volta distribuita si trasforma rapidamente in ammoniaca e come tale va soggetta a volatilizzazione. Le situazioni peggiori si hanno con distribuzione effettuata in giornate calde, siccitose e ventose, e su terreni calcarei. La perdita per gassificazione può superare anche il 40% in un giorno!

I concimi azotati con zolfo vanno bene?  

  1. SI: lo zolfo è un nutriente importante per la pianta e soprattutto in condizioni di abbondanti precipitazioni e mancanza di concimazione organica si possono avere carenze
  2. SI: lo zolfo non sostituisce l’azoto per aumentare il quantitativo della proteina ma contribuisce al miglioramento della qualità della stessa, sia per il grano duro che per il frumento tenero. In particolar modo per il frumento tenero determina un abbassamento del P/L indicatore di tenacità, caratteristica particolarmente sgradita ai panificatori.

Una abbondante concimazione in levata sostituisce l’azoto granulare in botticella?

SOLO IN PARTE: una buona disponibilità di azoto residuato dalle concimazioni precedenti consente un incremento del contenuto proteico; ma è l’assimilazione nelle fasi finali della coltura che determina un netto incremento della proteina. 120 unita di azoto distribuite in levata, nella maggior parte delle situazioni, non avranno lo stesso risultato finale di 80 in levata + 40 in spigatura

Il concime fogliare sostituisce l’azoto granulare in botticella-spigatura? 

SOLO IN PARTE: Per avere un sensibile incremento delle proteine sono necessarie dalle 30 alle 50 unità di azoto dopo la botticella. Questi quantitativi non vengono distribuiti con concimi fogliari perchè non sarebbero assimilati dalla pianta in tempo utile e potrebbero provocare gravi ustioni, dannose soprattutto se presente la spiga.

Il concime fogliare viene assorbito al 100% in condizioni siccitose? 

NO: il concime fogliare per essere assorbito deve attraversare la cuticola della foglia, cosa che avviene solo in condizioni di umidità elevata. Pertanto in condizioni siccitose anche l’azoto fogliare ha una ridottissima assimilabilità.

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